L'ANEMOMETRO


La velocità del vento si misura generalmente con l'anemometro a coppe, un dispositivo composto da tre o quattro bracci a 120°, portanti esternamente altrettante coppe semisferiche disposte nello stesso senso e montate su un asse rotante collegato con ruotismi a un contagiri sul cui quadrante si legge direttamente il numero di giri. Dato che la velocità di rotazione del mulinello è proporzionale alla valocità del vento, dal numero di giri compiuti nell'unità di tempo si risale alla velocità del vento. L'anemometro può essere integrato con un dispositivo indicatore della direzione del vento chiamato anemoscopio: strumento formato da una semplice banderuola mobile intorno ad un asse verticale; la posizione assunta dalla stessa per azione del vento è riportata da un indice su un quadrante con la rosa dei venti. Oggi gli strumenti elettronici hanno semplificato nettamente la misura del vento che avviene di continuo e registra anche le massime raffiche. Tutti gli anemometri devono essere installati a dieci metri dal suolo, in zone aperte e prive di ostacoli, come alberi, edifici, linee elettriche, che possono alterare il naturale flusso del vento.

Per la misurazione della sola velocità, il materiale occorrente per la costruzione di un anemometro artigianale è un blocco di legno (30x30x15), due assicelle di legno ( 40x5 e 30x5 ), un bicchiere di plastica leggera, dei chiodini, un cartoncino resistente, un martello e un compasso.

Costruire con il cartoncino un ventaglio di quindici centimetri di raggio. Graduare il ventaglio e fissarlo all'assicella più lunga unendo poi il tutto al blocco di legno.

Attaccare con un chiodino il bicchiere di plastica all'estremità dell'assicella più corta e forare l'estremità opposta fissandola al vertice del ventaglio in modo che l'assicella sia libera di ruotare.

Porre l'anemometro all'esterno;

tanto più il vento sarà forte, tanto più il bicchiere si alzerà.

Si tratta ora di tarare opportunamente la scala del "ventaglio colorato", per far questo possiamo uefficacemente utilizzare la scala Beaufort, di cui ora diamo alcuni cenni storici:

Per classificare il tipo di vento in base alla velocità, sir Francis Beaufort, ammiraglio inglese, nel 1805 propose una scala anemometrica detta "Scala anemometrica Beaufort" che esprimeva il grado di forza del vento con numeri da zero (calma) a dodici (uragano). Essa fu adottata nel 1874 dal Comitato Meteorologico Internazionale e successivamente, nel 1926 è stata riveduta dallo stesso comitato: per ogni numero sono stati determinati gli intervalli di velocità del vento mediante misure anemometriche in condizioni standard. Recentemente, grazie alle migliorate prestazioni degli anemometri che consentono misurazioni delle velocità anche superiori a 200 km/h, sono stati introdotti altri cinque numeri e la scala che ne risulta è detta "Scala Internazionale di Beaufort".

Seguirà la tabella riassuntiva della scala Beaufort per il nostro utilizzo:

A cura di Francesco Migliorini